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Facebook: elogio alla mediocrità
Posted in Parole in rete | No Comments »Ricordo una legge presente in uno dei libri di Arthur Bloch che diceva: “L’intelligenza è una costante, la popolazione è in aumento”. Ora, al di là della parte umoristica della frase, secondo me, nasconde un fondo di verità. Infatti, questa legge è valida non per la popolazione in generale, ma per le masse. Nelle masse, l’uomo perde la propria identità di pensiero e si identifica nel pensare comune, peggio ancora, sfrutta quest’ultimo per evitare di avere uno proprio e per giustificare il proprio modo di pensare.
Facebook è l’esasperazione di questo genere di comportamento, le persone pubblicano e condividono, in maniera completamente acritica e compulsiva, contenuti e frasi, di cui a spesso non comprendono il significato, decontestualizzati e svuotandoli. E in questo modo credono di esprimere le “proprie idee”. Ma per dire propria una idea devi averla compresa a pieno in tutto il suo significato, e questo significa che deve essere interiorizzata, approfondita, contestata e rieletta.
Facebook è diventato come una piazza di urla inascoltate, ognuno pubblica, condivide e commenta, ma per lo più le sue parole rimangono solo sul foglio digitale sole e vuote di ogni significato.
Coloro che pubblicano e voglio condividere con gli altri pensieri profondi e complessi restano inascoltati, coperti dall’inondazione di mediocrità di pensiero della massa incolta e disinteressata a qualsiasi argomento possa turbare il loro semplice sopravvivere. Ed è così che vanno avanti false notizie, riemergono periodicamente frasi fatte e stereotipi di ogni sorta su razze, religioni, e gruppi di persone in genere. Ma alla fine queste sopravvivono sempre a quelle più profonde, perchè la massa è annoiata e incapace di qualsiasi pensiero critico, di qualsiasi approfondimento e contestazione. Qualcuno prova ad emergere, prova scrivere frasi sensate, ma viene subito sommerso e messo a tacere: nessuno deve contestare il pensiero comune, non possono esserci dissidenti.
Si Facebook è proprio lo specchio della nostra società, dove il mediocre viene elogiato ed eretto simbolo della massa e le sue idee sono la bandiera di una cultura della non cultura.